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lunedì 20 gennaio 2014

Palermo: sesso nei centri benessere, coinvolta anche vigilessa

Donne con problemi economici, reclutate per offrire prestazioni sessuali dietro il paravento dei centri massaggi.

La squadra mobile di Palermo sta indagando sul giro di prostituzione che si nasconde dietro alcuni centri di massaggio situati nel capoluogo siciliano.

Tra le otto persone arrestate c’è un agente della polizia municipale, Anna Teresi, 42 anni, accusata di avere adescato ragazze per un centro benessere, intascando un quinto del ricavato della prestazione.

Secondo le testimonianze l’agente della municipale adescava “le massaggiatrici” all’interno del campus universitario. Agli arresti anche Roberto La Vecchia, 52 anni, gestore insieme alla convivente polacca, Elzbieta Leszczynska, 41 anni, finita ai domiciliari, di uno dei centri a luci rosse scoperti in via Petrarca.

 Al primo piano dello stesso stabile, un’altra casa di appuntamenti, la “Relax Time” gestita da padre e figlia, Giuseppe Drago, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e Federica, per cui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Domiciliari anche per Michele Loggia, 41 anni e due donne, Giovanna Buscemi, 27 anni e Giovanna Trapani, 32 anni. Per Leslie Barp, 37 anni, di padre inglese e madre siciliana e Baldassarre Cervello, 48 anni, impiegato al tribunale di Palermo è stato disposto l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.
Reclutavano casalinghe, studentesse e estetiste disoccupate, promettendo loro guadagni facili. Anche 6 mila euro al mese. Il costo dei servizi andava, invece, dai 50 ai 100 euro. Prezzi modici, che conciliavano i gusti dell’eterogenea clientela, da medici a operai, fino ad arrivare persino a un politico.

 Secondo quanto emerso dalle intercettazioni, un ex consigliere comunale di Palermo. Tre i locali “a luci rosse” finiti nel mirino degli inquirenti e ubicati in zone d’alta borghesia cittadina, due in via Petrarca 10 e uno in via Vigo, una traversa di via dei Cantieri.

Titolari e dipendenti dei locali, quasi tutti italiani, reclamizzavano i servizi offerti con inserzioni pubblicate on line. Bastava chiamare un numero di telefono per prenotare un appuntamento. I rapporti venivano consumati all’interno dei locali dalle 9 alle 19. Nel caso di frequentatori assidui gli incontri si procrastinavano, anche in hotel.

«Negli ultimi anni c’è stato un grande incremento del numero dei centri massaggi erotici, sembra quasi che sia diventata una moda» dice Rosaria Maida, vice questore aggiunto, responsabile della sezione criminalità straniera e prostituzione della Squadra mobile e aggiunge «Gli uomini di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali, probabilmente trovano più sicuro frequentare queste strutture perché ufficialmente sono pubblicizzate come normali centri benessere, che invece nascondono prestazioni sessuali a pagamento». Sembra quindi che i centri benessere a luci rosse rappresentino la nuova frontiera della prostituzione.

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