Nuovi aggiornamenti sul caso Ruby, nel quale Lele Mora è stato condannato a 7 anni, per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile.
Le serate nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi potevano «presentare numerosi aspetti di immoralità e squallore» ma erano solo «la base e l'occasione di tutta una fase di conoscenza reciproca e di creazione di vincoli di simpatia o empatia fra le parti in gioco».
È un passaggio dell'atto, firmato dagli avvocati Maris e Avanzi, con cui Lele Mora chiede ai giudici d'appello di assolverlo. I legali dell'ex talent scout dei vip, gli avvocati Gianluca Maris e Nicola Avanzi, nell'atto di impugnazione di 39 pagine depositato ieri nella cancelleria della Corte d'Appello di Milano (ieri ha presentato appello anche Emilio Fede, condannato a 7 anni) chiedono in prima battuta ai giudici di «dichiarare la propria incompetenza ed ordinare la trasmissione degli atti al giudice di primo grado competente, individuato nel Tribunale di Monza».
